Lo scenario della montagna friulana, dal punto di vista agricolo, è storicamente legato alla presenza di diversi piccoli nuclei famigliari, ciascuno dei quali coltiva il suo pezzetto di territorio, in tutti i suoi aspetti di produzione e di tutela ambientale, così da ricavarne i frutti possibili per sé e per la propria famiglia.
In passato si era assistito ad un lento e inesorabile abbandono delle attività pastorali in alpeggio. Oggi, grazie alla riscoperta delle produzioni casearie tipiche, molti giovani allevatori alpini sono stimolati a rinnovare l’interesse per l’agricoltura di montagna e a produrre formaggi, ricotte e burro dalle caratteristiche inimitabili.
Si tratta di prodotti ricchi di sapore, di antica tradizione, tanto che si può affermare che ogni alpeggio esprime molteplici note di gusto e aroma dei propri latticini.
La variabilità di terreni, vegetazione e microclima che caratterizza ogni singola malga e l’assoluta naturalità delle razioni alimentari degli animali, rendono il latte ricco di fermenti e microrganismi il cui numero e specie sono tipici di ogni ambiente.
Questo vivace mondo microscopico, popolato da miliardi di esseri viventi, unitamente alle caratteristiche degli edifici in cui avviene la trasformazione casearia e l’affinatura, influiscono positivamente sullo sviluppo e sulla ricchezza dell’aroma di queste produzioni.
Il formaggio di malga, la ricotta affumicata e il burro sono i simboli caseari della montagna friulana; ricordiamo inoltre che anche il “Formadi salât”, il “Cuincîr” e il “Formadi frant”, unitamente ai “caprini” rientrano a buon diritto tra le culture casearie storiche della nostra terra.